Un tristissimo giorno della memoria
 

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  Egregio signor Moni Ovadia,

questo giorno della memoria mi rattrista profondamente, poichè mi rendo conto che il semplice ricordare l'esistenza dell'ebraismo scatena nella gente disgustose fiumane di violenza verbale. La cosiddetta generazione impegnata, gli intellettuali di sinistra sembrano riconoscere sè stessi solo nel demolire metodicamente la dignità e la personalità degli "ebrei": l'ho messo tra virgolette, poichè essi usano questo termine, con una nota di disgusto. Dopo secoli e secoli, gli appartenenti al popolo ebraico sono sempre il capro espiatorio di tutta la violenza verbale. Io che mi sono sempre riconosciuta nella sinistra, un credo politico che per me significa uguaglianza, libertà, crescita intellettuale, mi sento disgustata da chi mi circonda. E non riesco a capire perchè un giorno che dovrebbe tutt'al più evocare pietà e lutto scateni invece aggressività e meschinità. Penso che la nostra società dovrebbe riuscire, quanto meno a proposito di popoli e religioni, a superare la nozione puerile di "buoni e cattivi". Invece, vedo tante persone arrancare ancora tra luogo comune e cattiveria gratuita.

Signor Ovadia, io le sono grata e l'ammiro tanto, non solo per il suo grande ruolo di mediatore culturale, ma anche poichè solo da lei sento ricordare quanto ricca, saggia ed ironica siano stati la cultura, il pensiero, la tradizione e l'approccio all'esistenza dell'universo yiddish.

Forse queste frasi, buttate giù di getto, sono un poco confuse, e gliene chiedo scusa.

Cordiali saluti,

Federica Catalano

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