Sammer Issawi
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Samer Issawi, è un palestinese che era detenuto nelle carceri israeliane ed è stato fra gli oltre mille prigionieri liberati nello scambio con il caporale Gilad Shalit. Poco tempo dopo la liberazione è stato nuovamente arrestato per avere "abusato" della propria libertà: è uscito dai confini di Gerusalemme. Per questo "crimine" è stato rinchiuso in isolamento con una catena legata ad un piede per 12 ore al giorno. Otto mesi fa Samer Issawi ha iniziato lo sciopero della fame. Quelli che seguono sono alcuni passi di una sua lettera pubblica indirizzata agli israeliani:

"Mi chiamo Samer Issawi. Sono in sciopero della fame da otto mesi consecutivi, disteso su un letto di uno dei vostri ospedali. Sul mio corpo è stato installato un dispositivo medico collegato a una camera di sorveglianza operativa 24 ore su 24. I miei battiti cardiaci sono lenti e potrebbero fermarsi in qualsiasi momento, e tutti - dottori, ufficiali e funzionari dell'intelligence - attendono la mia morte. (...)
Ho scelto di rivolgermi direttamente a voi.
Intellettuali, scrittori, avvocati e giornalisti, associazioni, attivisti della società civile. Vi invito a farmi visita per vedere uno scheletro legato al suo letto di ospedale, accerchiato da tre secondini che, a volte, hanno con sé i loro cibi appetitosi, proprio qui vicino a me. Mi vedono soffrire, osservano ogni giorno il mio graduale dissolversi.
Sto cercando un intellettuale che provi a guardarsi allo specchio. Come se stesse guardando me, il mio volto, e nell'osservare il mio coma immagini di pulire la penna della sua polvere da sparo, e dalla sua testa rimuova il suono delle pallottole. In questo modo vedrà i miei lineamenti scolpiti nei suoi occhi: lo vedrò, e lui vedrà me. (....)
Israeliani,
Magari un giorno riceverete le istruzioni per scrivere una storia romantica su di me, e potrete farlo facilmente dopo aver privato il mio corpo dell'umanità. State guardando una creatura che non è nient'altro che una cassa toracica che respira e perde coscienza di tanto in tanto. E, dopo il vostro freddo silenzio, il mio avrà la forma di un fenomeno letterario o mediatico che potreste aggiungere al vostro curriculum (...).
Sono il gerosolimitano, colui che avete arrestato senza alcuna accusa, eccetto per essersi trasferito dal centro ai sobborghi di Gerusalemme. Io, che sarò giudicato due volte senza alcuna accusa, perché in realtà è il regime militare che governa il vostro paese e l'apparato dell'intelligence che decide, mentre tutte le altre componenti della società israeliana non hanno altro da fare che nascondersi nella loro fortezza, che voi considerate essere fondata su un'identità pura. (...)

Non ho sentito nessuno di voi intervenire per fermare il rumore dell'ululato della morte. (...)
Non ascoltate i vostri generali e i vostri miti impolverati, perché lo sconfitto non rimarrà sconfitto, e il vincitore non rimarrà vincitore."

No comment!


Moni Ovadia L'Unità - Voce d'Autore del 20/04/2013

 

 

   
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